salute mentale

“Impazzire si può” – Intervista a Peppe dell’Acqua

Sembra di sentire l’eco dello slogan di Obama per le presidenziali in America leggendo il titolo dell’incontro che si terrà nel Parco Culturale San Giovanni di Trieste dal 21 al 24 giugno. La potenza del messaggio in entrambi i casi è legata ad una condizione duale: soggettiva e collettiva al tempo stesso. Possiamo farcela, tutti insieme, ognuno a suo modo. Anche impazzire in questo senso è possibile, dove la pazzia assume, contrariamente a certo immaginario, una connotazione ironicamente positiva. E assume più forza il messaggio implicito, che corre in controluce attraverso il primo e ritorna nella citazione che fa dell’Acqua nell’intervista : “Su una cosa vorrei non ci fossero più dubbi: che la parola guarigione esiste”

Viene poi in mente l’aforisma di Poe: “I became insane, with long intervals of horrible sanity.”, che pare cogliere in modo incisivo l’ambiguità di fondo nel tentativo di distinguere  normalità e anormalità. E viene in mente anche la risposta fulminante di un passante intercettato da Antonio Rezza nel documentario “Troppolitani – Fuori Dove?” che alla domanda “secondo lei quanto tempo ci si mette a impazzire?” risponde serafico: “pochissimo, anche dieci minuti”.

Abbiamo incontrato Peppe dell’Acqua, Direttore del DSM di Trieste, nel suo studio, nel parco di San Giovanni a Trieste. Accolti con grandissima gentilezza e disponibilità, gli abbiamo chiesto di fare una breve riflessione sul valore di iniziative che mettono al centro la persona, dietro la malattia, fuori dai pregiudizi, come Fuori Dove? e come i tantissimi incontri che il DSM di Trieste organizza ogni anno. Postiamo qui un breve estratto della conversazione, dove dell’Acqua nel dire “Impazzire si può” sembra dare qualche segno di squilibrio, dimostrando in prima persona la veridicità dell’affermazione. Speriamo non gli risulti omaggio sgradito.
Invitiamo tutti ad approfondire il programma dell’incontro e a partecipare!
”Impazzire si può” – programma

Fuori Dove?

Concepito come una finestra aperta sulle realtà di vita e il rapporto con il territorio di chi soffre di disagio psichico dopo la chiusura dei manicomi in Italia, l’obiettivo di “Fuori Dove?” è quello di valorizzare l’esperienza delle persone ‘fragili’, creando momenti partecipati in spazi pubblici dal particolare valore simbolico, capaci di coniugare cultura e solidarietà, rivolti a utenti, familiari, volontari, operatori e agli abitanti della città.

Dopo la prima edizione (2008) nata in occasione dei trent’anni dalla legge Basaglia (legge 180), e la seconda (2009) dedicata ai progetti più innovativi centrati sul protagonismo degli utenti psichiatrici nell’inclusione sociale, per il 2010 la nostra idea è di dedicare l’iniziativa alle realtà di riabilitazione e di solidarietà che fanno perno sulla creatività e la valorizzazione della differenza di chi è affetto da disagio: si tratta delle molteplici realtà, che, attraverso diversi mezzi di espressione (con particolare riferimento alla video arte e alla musica), hanno dato vita a spesso sorprendenti iniziative dal forte merito artistico e sociale.

“Fuori dove?” vuole porsi come filo conduttore di una serie di iniziative in grado di trasformare spazi pubblici di particolare valore simbolico (Piazze, Strade, Università, ecc..) in luoghi di conoscenza e di confronto tra i protagonisti della salute mentale e gli abitanti di Milano a partire dall’angolo di osservazione proprio di “Fuori Dove?”, concepito come una finestra aperta sulla realtà di vita e il rapporto con il territorio di chi soffre di disagio psichico dopo la chiusura dell’istituzione manicomiale in Italia.

Artisti coinvolti: Antonio Rezza e Flavia Mastrella, Orchestra di P.zza Vittorio, Orchestra Esagramma, Gianni Berengo Gardin, …, …

Ecco invece l’elenco delle associazioni coinvolte: